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Alfa Romeo 33 T.I.

Storia e Restauri

"..dica 33"

Quando sentiamo questa espressione ci viene in mente il dottore, al nostro Gino- invece - viene in mente subito la sua macchina.
Un fiume in piena. Inarrestabile. Come sempre. "ma quando tocca a me raccontare la storia della mia macchina?"
Gino, da sempre proprietario della Alfa Romeo 33 TI, non vedeva l'ora di essere intervistato.
Nella sua mente c'era già pronto un racconto, noi ci siamo limitati ad ascoltare.
Non abbiamo dovuto fare domande, è stato un monologo preparato chissà da quanto tempo.
Il nostro Gino era stato tentato a puntare sul 75 ma ha preferito il 33.
In concessionaria il venditore voleva che Gino comprasse una 75 1.6 usata di 6 mesi ma saggiamente ha optato per una vettura nuova, una vettura che lui desiderava da tempo.
21 giugno 1987 è il giorno in cui l'auto esce dalla concessionaria e muove i primi passi da Saronno a Rovellasca.
La macchina è nuova, rossa, bella , perfetta.
105 cavalli di potenza pronti a scalpitare sulla strada, 0 -100 in circa 15 secondi.
Gino è poco più che ventenne ma è già un uomo, un uomo generoso; lascia infatti al fratello la gioia di guidare per primo l'auto, da lì in poi però il volante verrà impugnato solo dalle mani del legittimo proprietario.
Il rombo del motore esalta il piacere di guidare, sentire poi l'aspirazione del carburatore è un momento quasi "mistico". Percorrendo le strade durante le gite che da Lazzate portano verso Pian del Tivano ci si accorge che sui tornanti la vettura ha i rapporti "da pianura" - come dice Gino - e occorre inserire la prima a metà della curva.
Gino ama la velocità e fa rombare il motore, sempre però a velocità di codice.
Guidare in autostrada oltre i 120 km/h fa innalzare i consumi portando la media consumo a valori intorno a 8 km con un litro.
Nella guida "tranquilla" però l'auto diventa più risparmiosa e ci si aggira intorno ai 12 km per litro.
Gli pneumatici di primo equipaggiamento non sono al top, la tenuta sul bagnato è precaria, la storia cambia con l'acquisto di 4 Good Year Eagle, "costano un po' ma che tenuta ragazzi", uscendo da una galleria il nostro Gino trova il diluvio ma, pur trovando tanta tanta acqua la vettura non si scompone.
Anche sulla neve il pilota non ha difficoltà, anni fa nel periodo di Pasqua trova la neve sul Bernina ma, anche senza montare le catene, il gentleman - driver dimostra tutta la sua capacità di guida e torna a casa tranquillamente.
Gino una volta è rimasto a piedi e ha iniziato a pensare che forse era il momento di "spedire" la vettura in England. Poi ci ha ripensato e ha anche messo in atto un restauro importante. Solo la carrozzeria ha avuto bisogno di un restyling, il motore è ancora perfetto e "ruggisce come un leone".
Cheryl, cagnolina che Gino ama più della sua vita, siede sul sedile del passeggero e controlla la strada, ha dovuto imparare a "puntare" le zampine per mantenere l'equilibrio che nella curve risulta precario data la guida "impegnativa" del pilota.
Gino ci lascia con una domande: " ma voi sapete cosa vuol dire T.I.?"


Ora guardiamo le foto





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